Romano (SIULP): “La politica prenda le distanze e condanni senza se e senza ma le violente, premeditate e gratuite aggressioni a Bologna, se non vuole diventarne complice”.
“Le scene viste ieri a Bologna sono l’ennesima dimostrazione, ove ce ne fosse ancora bisogno, di come la piazza non sia più il luogo di manifestazioni di protesta popolare, animata da ragioni che in passato sono state spesso giuste e preziose per lo sviluppo del nostro Paese. Esse sono oramai lo strumento di orde barbariche che hanno come unico scopo quello di aggredire, vilmente, le Forze dell’ordine, perchè rappresentano lo Stato e l’ordine costituzionale democraticamente costituitosi per volontà del popolo italiano.
Non ci sono più dubbi sulla matrice e sulla regia che anima e utilizza le piazze. Gli unici protagonisti sono i professionisti del disordine che hanno, attraverso lo scudo del diritto a manifestare il proprio dissenso garantito dalla nostra Costituzione, il solo fine di dare sfogo ad inusitata violenza contro chiunque non militi nelle loro fila. Esempio ne è quanto accaduto al povero malcapitato passante di ieri, o alla stessa città di Bologna, che corre il rischio di trasformarsi da “Dotta” in “Violenta”.
Nessuno ricorda più, infatti, nemmeno il reale motivo per cui ci si raduna e si manifesta, considerato che questi professionisti del disordine hanno trasformato il diritto a manifestare il dissenso, in una sorta di chiamata alle armi per dare sfogo alla violenza, aggredendo lo Stato e chi lo rappresenta come unico scopo.
Tutti ricordiamo, infatti, solamente l’efferatezza con la quale un sempre più alto numero di individui mette a ferro e fuoco le nostre città, col preciso intento di aggredire le Forze di Polizia e le Istituzioni democratiche”.
Queste le parole di Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il sindacato maggioritario del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, a seguito dei vili attacchi alle Forze di Polizia avvenuti ieri a Bologna:
“Siamo vicini e solidali ai colleghi feriti, ai quali auguriamo pronta guarigione, ma anche preoccupati perché un tale scenario riporta alla memoria la metà degli anni 70 quando, proprio da un simile livello di tensione, si arrivò nel giro di pochi anni, ad una delle pagine più buie della nostra Repubblica.
La stagione del terrorismo. Quegli anni, che furono definiti, appunto di piombo, relegarono le nostre piazze a scenari di violenza inaudita che insanguinò le nostre strade attraverso assalti terroristici contro poliziotti, operai, sindacalisti, magistrati, professori universitari, sino ad arrivare ad esponenti politici e alle più alte cariche dello Stato.
Oggi come allora, risuona assordante il silenzio della politica, unico luogo in grado di garantire e contemperare la diversità delle idee e del dissenso attraverso, però, un confronto dialettico democratico e non con la violenza. Per questo ci aspettiamo, condividendo e facendo nostro l’appello del Ministro Piantedosi, che tutta la politica odierna condanni, senza se e senza ma, queste aggressioni, mascherate da richieste di pacifiche manifestazioni.
E ne prenda contestualmente le distanze. Giacchè, come la storia ci ha insegnato, chi non lo farà anche solo per comportamenti omissivi, ne diventerà complice”.
Roma, 10 Novembre 2024 La Segreteria Nazionale












