La programmazione degli organici delle Forze di Polizia è stata potenziata soprattutto grazie alla Vertenza Sicurezza posta in essere negli ultimi dieci anni da Siulp e Siap.

Ieri in tarda serata a seguito della ferma presa di posizione pubblica di Siulp e Siap, come riportato dalle agenzie stampa nazionali, Romano e Tiani hanno avuto una interlocuzione diretta con il Ministro Piantedosi, che in premessa ringraziamo per il suo impegno e la costante attenzione verso il personale da noi rappresentato.

Il Ministro ci ha comunicato che è stato rassicurato dalla Presidente Meloni, rispetto alla previsione del taglio del 25% al turn over delle forze di polizia, il taglio non ci sarà. Detta ipotesi sarà emendata nel corso dei lavori parlamentari per l’approvazione della legge di bilancio.

Abbiamo avuto assicurazioni dal Ministro che i limiti ordinamentali dei 60, 63 e 65 anni, secondo la qualifica rivestita dai poliziotti e dai dirigenti di ps previsti per le pensioni di vecchiaia non saranno modificati.

Così come non troverà applicazione l’irreale previsione della permanenza in servizio sino a 70 anni per i poliziotti. In tal senso abbiamo trovato ascolto e attenzione nel corso del colloquio con il Ministro e poi con il Dipartimento di PS, rispetto alla necessità di estendere anche alle Forze di Polizia ad ordinamento civile l’istituto dell’ausiliaria in uso ai Carabinieri, Guardia di Finanza e Militari, istituto che consentirebbe di dare risposta alle esigenze di specificità ed equiordinazione previdenziale del personale oltre che, per la funzionalità dell’Amministrazione.

Roma, 26 Ottobre 2024                   La Segreteria Nazionale

 

No al taglio del turn over e all’innalzamento dei limiti per la pensione di vecchiaia

Apprezzando la rinnovata politica dei redditi e fiscale in favore dei poliziotti e dei pubblici dipendenti, siamo fermamente contrari alle previsioni contenute nell’emananda Legge di Bilancio circa il blocco del turn over del 25% per le forze dell’ordine. Tale ipotesi per la sola Polizia di Stato produrrebbe una riduzione degli organici di ulteriori 1500 unità causando maggiori disagi al sistema sicurezza del Paese.

Altrettanto convintamente ribadiamo, con fermezza, la nostra netta opposizione a qualsiasi ipotesi sia di innalzamento dei limiti ordinamentali per la pensione di vecchiaia, attualmente fissati a 60, 63 e 65 anni secondo le qualifiche rivestite, sia ad un trattenimento in servizio fino ai 70 anni in modo generalizzato.

Invero, come da sempre ribadito nel richiedere l’estensione della previsione normativa già in vigore per i ruoli agenti, assistenti e sovrintendenti, sancita dall’art. 59 del DPR 335/1982 che rispetta la specificità del nostro comparto, al fine di assicurare il necessario livello di funzionalità del sistema sicurezza e garantire il trasferimento esperenziale e del know how maturato dal personale in servizio e prossimo alla pensione, soprattutto nell’ambito della polizia giudiziaria e dell’antiterrorismo, per affiancare le nuove leve in attesa che maturino analogo patrimonio professionale, chiediamo l’estensione alla Polizia di Stato del trattamento di ausiliaria, già previsto per Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate.

In alternativa l’applicazione graduata della norma prevista nell’emananda legge di stabilità e relativa al trattenimento in servizio, su base esclusivamente volontaria, dei pubblici dipendenti in ragione e nel rispetto dei limiti e dei principi che sanciscono la specificità professionale dei poliziotti.

Così Felice Romano, Segretario Generale del SIULP e Giuseppe Tiani, Segretario Generale del SIAP, in rappresentanza anche dei Dirigenti e Funzionari della Polizia di Stato aderenti al SIULP e al SIAP, intervengono nel commentare il testo bollinato della legge di stabilità che andrà in discussione in Parlamento.

Nel denunciare lo stato di impasse della trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro e per la mancata definizione della previdenza dedicata, che sta provocando gravi danni al personale del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, i due leaders sindacali concludono richiamando il Governo al rispetto degli impegni presi con le donne e uomini in uniforme indispensabile per riconoscergli concretamente il delicato e imprescindibile ruolo che svolgono a tutela della sicurezza del Paese e di tutti i cittadini.

Ruolo che per esplicarsi necessita di organici, mezzi e trattamenti economici adeguati, ma anche del rispetto della specificità che contraddistingue questo delicato e vitale comparto della nostra democrazia.

Roma, 25 ottobre 2024               La Segreteria Nazionale

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