Numerosissimi colleghi per età anagrafica e per patologia resteranno esclusi dalla cd. fase 2 del piano nazionale della vaccinazione, per assurdo proprio coloro che potrebbero essere considerati a maggior rischio di contagio con conseguenze imprevedibili per sé e per gli altri.
ALLA SEGRETERIA NAZIONALE SIULP – ROMA-
Preso atto della riunione a livello centrale del 5 febbraio scorso, nonché della circolare a firma del Direttore Centrale di Sanità, comunicazioni dalle quali emerge che al momento non risultano alternative al vaccino AstraZeneca, propongo alcune riflessioni.
La prima è che si è consumata l’ennesima dimostrazione di pressapochismo da parte di chi ha determinato l’assunzione di un vaccino per l’intera categoria delle Forze dell’Ordine ben sapendo (forse) di escludere un consistente numero di operatori per limiti di età e per patologie che sconsigliano l’uso del vaccino AstraZeneca.
Numerosissimi colleghi per età anagrafica e per patologia resteranno, infatti, esclusi dalla cd. fase 2 del piano nazionale della vaccinazione, per assurdo proprio coloro che potrebbero essere considerati a maggior rischio di contagio con conseguenze imprevedibili per sé e per gli altri.
Quando si inizia un percorso, di norma, questo va rispettato fino in fondo anche posto che nella realtà lavorativa delle Forze dell’Ordine il rischio è molto elevato rispetto a quello di altre categorie e già solo il buon senso, per chi ne ha, consiglierebbe di concludere le varie fasi di un piano vaccinale ricorrendo nel caso per la quota residua a vaccini che non presentano controindicazioni.
Pur vero che gli interlocutori governativi non si sono fino ad oggi contraddistinti per la comprensione delle diverse peculiarità lavorative e dei vari settori dalla sicurezza all’economia di questo Paese ma spesso hanno improntato le proprie azioni a singolarità e storture in questo anno di pandemia.
Ma anche la nostra Amministrazione non si è sempre distinta in questo singolare panorama, pur scevra da responsabilità, spesso passiva.
La realtà fa emergere una Amministrazione che si evince, anche in questa occasione, colta di sorpresa o quantomeno reattiva solo a macchia di leopardo sul territorio capace semplicemente di tradurre la chiarissima circolare del Direttore Centrale Ciprani senza nulla replicare rispetto all’evidente indifferenza in ordine ai colleghi ultra 55 enni e affetti da patologie che però prestano servizio come tutti gli altri.
Peraltro, nonostante le procedure di vaccinazione del piano 2 si siano già aperte da venerdì scorso nelle varie Regioni non esiste una linea guida comune a livello nazionale in ordine a come considerare la giornata in cui si viene vaccinati con procedura regionale dalla Asl lasciando tutto, come tradizione, piroettare intorno alle consuetudini oppure alle iniziative dei vari datori di lavoro.
Non credo di dover illustrare ancor più la disparità e le possibili incongruenze di questa impostazione che sono lampanti per persone di buon senso e per questo chiudo qui la mia riflessione. Nessuno va lasciato indietro.
A questo punto, resta il fondamentale contributo del Sindacato, del SIULP, attraverso l’autorevole intervento del Segretario Generale che al livello più alto possa far comprendere quanto preziosa sia questa categoria e quanto singolare sia questo piano vaccinale che non considera i più esposti al virus.
Firenze, 15 febbraio 2021 Il Segretario Generale Francesco REALE












