Si è tenuta nel pomeriggio odierno l’attesa riunione convocata per l’esposizione delle linee guida che presidieranno la somministrazione del vaccino anti Covid al personale della Polizia di Stato.
L’incontro è stato presieduto dal Capo della Polizia, affiancato dal Vice Capo della Polizia con delega al Coordinamento Prefetto Sempreviva ed assistito per la parte tecnica dal Direttore Centrale di Sanità Dott. Ciprani. È stato innanzitutto chiarito come l’approvvigionamento degli stock di vaccini sia stato gestito da enti estranee alla sfera di competenza dell’Amministrazione, ed è stato spiegato che allo stato non è possibile immaginare di poter ottenere forniture di case farmaceutiche diverse da quella individuata dagli organi decisori.
Al personale della Polizia di Stato, così come a quello di tutto il Comparto Sicurezza e Difesa, verrà pertanto somministrato il vaccino della Astra Zeneca.
Quanto alle perplessità per la più limitata copertura offerta rispetto ad altri vaccini, fermo restando il dato statistico che non può essere ignorato, è stato ribadito dal Direttore Centrale di Sanità come, al netto dell’incidenza statistica, il dato che deve essere considerato prevalente è l’esigenza di raggiungere al più presto il più alto numero di vaccinazioni, onde arrestare, per quanto più è possibile, la circolazione del virus. C’è poi il problema dell’efficacia di questo specifico vaccino sugli over 55.
Al riguardo è stato detto di una precauzione delle autorità di vigilanza imposta dalla mancanza di una base statistica significativa di test condotti su soggetti che rientrano in quella fascia di età. Non ci sono quindi evidenze epidemiologiche dell’efficacia, ma in pari tempo non ci sono nemmeno controindicazioni.
Allo stato attuale, tuttavia, proprio per la mancanza di riscontri sul grado di efficacia su questa fascia di popolazione, è probabile che ai colleghi over 55 verrà somministrato un diverso vaccino – verosimilmente Pfizer – che assicura, secondo la sperimentazione, un soddisfacente contrasto per tutte le fasce di età.
È stato comunque ricordato come nemmeno gli altri vaccini, al momento non disponibili, offrano certezze in ordine alla durata della copertura, che potrebbe anche essere estremamente limitata nel tempo (parrebbe stimata intorno ai 9 mesi). Ragione per la quale sarebbe già in fase di programmazione un richiamo a stretta cadenza per mantenere l’azione immunitaria indotta dalla prima vaccinazione. Precisato poi come il 75% del personale abbia manifestato l’intenzione di aderire alla campagna di vaccinazione, è stata ribadita la massima libertà per ciascuno di rinunciarvi, in qualunque momento, senza alcuna conseguenza, nemmeno di natura disciplinare. Questo però comporterà la necessità di accedere al percorso ordinario previsto per la generalità dei consociati, con tempi di attesa al momento imprecisati.
A tale riguardo il Direttore Centrale di Sanità, premesso che stiamo parlando di una prima campagna vaccinale, alla quale faranno sicuramente seguito altre tornate di richiamo, ha chiarito come non è escluso, ed anzi è probabile, che per allora saranno messi a disposizione prodotti nuovi e verosimilmente più performanti, stante il necessario adeguamento alle varianti del virus.
Il SIULP, preso atto con rammarico che non esistono alternative al vaccino Astra Zeneca, ha posto alcune richieste di natura organizzativa.
E cioè che, in primo luogo, stante anche la più agevole gestione del prodotto in questione rispetto ad altri che richiedono la creazione di impegnative catene del freddo e tecniche di preparazione particolarmente delicate, la vaccinazione avvenga per quanto più è possibile all’interno delle strutture della Polizia di Stato, anche per assicurare ogni opportuna riservatezza. In secondo luogo che sia data priorità a chi è maggiormente esposto, quindi operatori impiegati per il controllo del territorio e nella ricezione del pubblico, e a chi è affetto da morbilità pregiudizievoli.
Che, ancora, nell’incertezza su quale sarà la situazione per il personale ultra cinquantacinquenne, si individuino percorsi specifici nell’ambito della ordinaria linea di somministrazione del vaccino che consentano comunque di accedere alla vaccinazione in tempi brevi.
Il Capo della Polizia, condividendo gli spunti di riflessione proposti, ha segnalato come la frammentazione della competenza sanitaria a livello regionale non consentirà di poter avere uniformità nei tempi e nelle modalità di vaccinazione.
Di talché non in tutte le regioni sarà possibile disporre direttamente del materiale e provvedere alla vaccinazione diretta presso i nostri presidi sanitari. Tutti i dettagli del piano di vaccinazione verranno comunque didascalicamente indicati in una specifica circolare di prossima pubblicazione.
Roma, 9 febbraio 2021 La Segreteria Nazionale












