Riportiamo il testo della lettera di questa Segreteria Nazionale, inviata in data 26 febbraio u.s. al Presidente dell’INPS, Dott. Pasquale Tridico:

“Abbiamo preso atto con soddisfazione di come, sotto la sua guida, l’INPS abbia considerevolmente accelerato le procedure di assunzione di personale già programmate, prevedendo un ulteriore incremento dell’organico nei prossimi anni per far fronte alle aumentate esigenze dell’Istituto previdenziale.

Tuttavia, sono sempre più numerosi i lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa, da poco collocati in quiescenza, che lamentano di non aver ancora percepito il primo assegno pensionistico dovuto, nonostante siano trascorsi molti mesi dal collocamento a riposo. In alcune realtà territoriali, i tempi di attesa hanno superato di gran lunga quelli previsti per l’erogazione della pensione.

Peraltro, il recente flusso di domande per prestazioni Inps quali “quota cento” e reddito di cittadinanza, sembra rallentare ulteriormente il lavoro degli uffici dell’Istituto previdenziale. Quello delle pensioni è ormai divenuto un tema delicato, non solo perché si parla spesso di riforme per non far gravare eccessivamente i costi sulle casse dello Stato, ma anche perché chi ne ha diritto oggi fatica a ricevere ciò che gli è dovuto in tempi certi.

Ma, se intollerabili appaiono i tempi di liquidazione dell’assegno di pensione per coloro che accedono al trattamento di vecchiaia o a quello anticipato di anzianità contributiva, ancora più grave è la situazione che si registra sul fronte delle pensioni di privilegio.

Da dati in nostro possesso, risulta che siano giacenti, presso l’INPS, domande di pensione privilegiata risalenti anche a circa 10 anni fa e che le liquidazioni del beneficio avvengano senza alcun riferimento al criterio cronologico di presentazione delle istanze.

E’ oltremodo chiaro come gli interessati a questo tipo di beneficio siano soggetti afflitti da gravi patologie riconosciute Si dipendenti da causa di servizio dagli organi competenti. Gli stessi, molto spesso, non riescono neppure a conseguire, in vita, i benefici della riliquidazione del trattamento pensionistico, a causa dei lunghi tempi di attesa per la definizione delle pratiche che li riguardano.

A partire dalla Legge 241/90, la normativa italiana ha più volte disciplinato la materia che stabilisce i termini entro i quali le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a concludere i procedimenti con provvedimenti espressi. In data 2 luglio 2010, con determinazione Presidenziale n. 47, l’Inps ha definito il proprio regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti, sintetizzandoli in una apposita tabella che prevede la concessione del primo assegno pensionistico entro un massimo di 60 giorni dal collocamento in pensione.

Un altro importante punto che ci preme portare alla Sua attenzione è quello relativo al mancato inserimento dei contributi nella banca dati dell’INPS, in favore degli appartenenti alla Polizia di Stato che, ormai, sempre più spesso, da verifiche effettuate presso gli sportelli dell’Istituto, non trovano riscontro con la reale contribuzione versata dalle Amministrazioni di appartenenza, in relazione agli anni di servizio prestati dai dipendenti del Comparto Sicurezza e Difesa, con il pericolo di gravi danni economici che potrebbero svilupparsi nel futuro calcolo pensionistico.

Con la presente, nella nostra qualità di organizzazione sindacale che si prefigge di rappresentare i pensionati del Comparto Sicurezza e Difesa, siamo a chiederLe iniziative finalizzate a evitare che vi siano pensionati di diritto, ma senza pensione di fatto, vittime di una burocrazia respingente, e di lungaggini burocratiche che costringono a defatiganti pellegrinaggi presso gli sportelli territoriali dell’Istituto, spesso con esiti negativi, e con gravi e intollerabili disagi ai colleghi delle Forze dell’ordine in quiescenza.

Conoscendo ed apprezzando la sua sensibilità e attenzione rispetto ai problemi dei Poliziotti, Le chiedo di valutare ogni utile iniziativa finalizzata ad individuare efficaci e celeri soluzioni alle criticità rappresentate.

Nell’attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, l’occasione mi è gradita per inviarLe sentimenti di elevata e rinnovata stima.”

Roma, 29 febbraio 2020                   La Segreteria Nazionale

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