È stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 278 del 27 novembre 2019, il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 15 novembre 2019.
Il provvedimento stabilisce il “Valore della variazione della percentuale, salvo conguaglio, per il calcolo dell'aumento di perequazione delle pensioni spettante per l'anno 2019 con decorrenza dal 1° gennaio 2020,
nonché il valore definitivo della variazione percentuale da considerarsi per l'anno 2018 con decorrenza dal 1° gennaio 2019”. In base al dato rilevato, dal prossimo anno, per merito dell'inflazione stimata dall'ISTAT, gli assegni mensili saranno rivalutati dello 0,4%.
Tuttavia, per effetto delle misure di contenimento della spesa previste dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019 primo Governo Conte - vedi al riguardo flash nr. nr. 1 del 5 gennaio 2019), l'adeguamento è riconosciuto al 100% ai soli assegni mensili di importo fino a tre volte il trattamento minimo (pari a 513 euro).
Agli assegni di importo superiore, invece, la percentuale di aumento viene riconosciuta in misura decrescente in base a diverse aliquote (vedi tabelle pubblicate su flash nr. 55 del 31 dicembre 2018). Questo, perché, com’è ben noto, il precedente Governo ha tagliato, per il triennio 2019-2021, le percentuali di rivalutazione dei trattamenti pensionistici superiori a 3 volte il minimo Inps.
Tre volte il minimo significa 1.500 euro lordi al mese, ovvero 1.200 euro netti. Fino a 5 volte significa 3.000 euro lordi, ovvero un assegno di 2.400-2.500 netti al mese.
Sul nr. 55 del 31 dicembre 2018 di questo notiziario, abbiamo pubblicato delle tabelle, dalle quali si ricava un quadro completo ed esaustivo del meccanismo di perequazione delle pensioni per tutto il triennio 2019 – 2021.
Questa situazione potrebbe, però, essere ben presto rivista. Del ritocco al meccanismo di perequazione se ne sta occupando la legge di bilancio per il 2020, al vaglio del Parlamento, che mira a concedere la rivalutazione piena (al 100%) anche a coloro che percepiscono trattamenti da tre a quattro volte il minimo.
Tuttavia, poiché l'INPS sta già predisponendo i pagamenti di gennaio, l'eventuale modifica, qualora dovesse essere approvata, sarà applicata non prima di Aprile 2020.
Roma, 7 dicembre 2019 La Segreteria Nazionale












