Martedì 26 novembre avrà luogo una riunione per la determinazione dei correttivi da apportare al riordino delle carriere delle Forze di Polizia.

Per quanto riguarda i contenuti dello schema già approvato dal consiglio dei Ministri è per noi inammissibile la scelta di prevedere un incremento dell’assegno di funzione solo per una qualifica.

Per quel che concerne, invece, i necessari ed ulteriori correttivi da aggiungere ai precedenti, e per i quali il Governo ha preannunciato un ulteriore stanziamento di 60 milioni in aggiunta ai 119 già stanziati sul primo schema, ribadiremo ciò che abbiamo già anticipato nel corso delle audizioni presso le Commissioni Parlamentari, e cioè che ulteriori correttivi sono assolutamente indispensabili se non si vuol correre il rischio di vanificare tutto l’impianto del riordino.

All’uopo, per una operazione sufficientemente esaustiva, occorrerebbero almeno altri 119 milioni di Euro. Ciò per raggiungere alcuni obbiettivi che da tempo rivendichiamo come prioritari come, a solo titolo di esempio, i sottoelencati obiettivi:

1. ridurre da due anni a 1 anno i tempi per l’acquisizione della qualifica di Ispettore;

2. ridurre i tempi per il passaggio di qualifica da Ispettore a Ispettore Capo e da Ispettore Capo a Ispettore Superiore;

3. prevedere concorsi straordinari, nella fase transitoria, per l’acquisizione della qualifica di Ispettore Superiore o sostituto commissario;

4. scorrimento delle graduatorie degli idonei non vincitori al concorso per 501 Vice Ispettori e per Agente, anche in deroga, per la fase transitoria, ai più stringenti requisiti soggettivi introdotti con il Riordino per volontà esclusiva dell’Amministrazione;

5. Unificazione del Ruolo Agenti - Assistenti e Sovrintendenti conservando i parametri legati all’attribuzione della denominazione di coordinatore;

6. Nomina a Commissario Capo al termine del corso dei Vice Commissari del Ruolo ad esaurimento con contestuale eliminazione della parola “esaurimento”;

7. Scorrimento della graduatoria degli idonei non vincitori del concorso a Vice Commissario del ruolo ad esaurimento nella misura dei posti che si renderanno vacanti nei primi 1.500 per effetto della cessazione dal servizio, almeno per tutta la fase transitoria;

8. Eliminazione del periodo minimo per la valutazione a Primo Dirigente/Primo Dirigente tecnico o sanitario e Dirigente Superiore/Dirigente Superiore tecnico o sanitario, oggi fissato rispettivamente in 17 anni e 5 anni minimi di permanenza. Tale intervento, in particolare per i medici e per i tecnici, è indispensabile al fine di salvaguardare le future progressioni di carriera di questi colleghi ma anche della funzionalità dell’Amministrazione considerato che ad oggi vi sono posti di funzione non coperti e non si è potuto procedere alle promozioni per effetto dei suddetti tempi minimi di permanenza;

9. Introduzione di una norma di salvaguardia per gli Ispettori Superiori che, raggiunta l’anzianità richiesta, non potranno essere inquadrati a Sostituto Commissario per effetto del limite massimo dei posti previsto per tale qualifica (6.000 unità), al pari della omologa misura prevista precedentemente per gli Ispettori Capo che pur avendo l’anzianità richiesta non potevano essere inquadrati Ispettori Superiore per mancanza di posti.

La riduzione dei tempi di permanenza nel ruolo degli Ispettori oltre a consentire a tutti gli Ispettori superiori, già tali prima dell’entrata in vigore del riordino (2017), di maturare l’anzianità per accedere alla qualifica apicale del ruolo degli ispettori, permetterebbe altresì ai colleghi del VII VIII e VIII bis di raggiungere la qualifica di Ispettore Superiore, non conseguita a seguito del riordino, per l’unicità del concorso previsto per loro.

Peraltro, attraverso i prospettati meccanismi di accelerazione dei percorsi di carriera risulterebbe più facile ripianare le future carenze che si registreranno nelle qualifiche apicali del ruolo degli ispettori, considerato che, per effetto dei pensionamenti, a partire dal 2028 in poi, nel ruolo degli Ispettori si prevedono presenze complessive pari a circa 270 ispettori superiori e circa 15 sostituti commissari, senza che vi siano Ispettori Capo e Superiori con la richiesta anzianità per accedere alle predette qualifiche.

Resta fermo che sul piano normativo, rivendichiamo oltre alla giusta previsione di opportunità per tutti, la predisposizione di corsie differenziate di avanzamento basate sulle anzianità di riferimento. Invero, è impossibile ignorare la legittimità delle pretese di chi invoca meccanismi finalizzati a scongiurare scavalcamenti, soprattutto tra gli ultimi corsi, nel ruolo ispettori, ove occorrerà tener ben in conto l’anzianità di servizio e la qualifica rivestita alla data dell’entrata in vigore dei correttivi. Per questa ragione, riteniamo che, al limite, ove il Governo non riesca a reperire ulteriori 60 milioni, questi potrebbero essere scorporati dai finanziamenti previsti per il prossimo contratto.

Al riguardo, il governo ha anticipato di voler stanziare 600 milioni per il contratto solo per le forze di Polizia e 290 per le forze armate.

Si tratta di ben 890 milioni complessivi e quasi il doppio rispetto ai 548 milioni stanziati per il precedente contratto del 2018. E’ una soluzione estrema che riteniamo ragionevolmente praticabile, considerato che la periodicità del contratto consente ampie possibilità di recupero, mentre il riordino rappresenta un’occasione irripetibile con effetti strategici e a regime sul piano ordinamentale, con effetti molto più apprezzabili per il collega e per il funzionamento dell’Amministrazione.

Peraltro, a chi manifesta segni di volontaria amnesia, dobbiamo ricordare che nel 2006 allorché abbiamo dovuto adeguare il costo dell’ora di lavoro straordinario per ristabilire un equilibrio rispetto alla retribuzione dell’ora di lavoro ordinario, fu necessario un finanziamento di 43 milioni di euro per permettere un aumento di appena 50 centesimi lordi, pari a circa 20 centesimi netti.

Lo scorporo di 60 milioni dalle risorse del contratto permetterebbe progressi sostanziali sul piano dei correttivi al riordino delle carriere, senza comportare perdite apprezzabili sul piano retributivo.

Roma, 23 novembre 2019              La Segreteria Nazionale

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