Si chiede a Codesto Ecc.mo Ufficio di intervenire in modo da fornire l’adozione di una definitiva soluzione interpretativa che preveda la validazione e, conseguentemente, l’ammissione a valutazione delle partecipazioni e degli incarichi svolti in seno alle Commissioni della Polizia di Stato dai dipendenti della Polizia di Stato di designazione sindacale al pari di quelli designati dall’Amministrazione.
Oggetto: Titoli ammessi a valutazione - Disparità di trattamento tra Sindacato e Amministrazione.
Direttore Ufficio Relazioni Sindacali - Dipartimento della P.S. - Ministero dell’Interno - Roma
Egregio Direttore, numerose segnalazioni, sono giunte alla Segreteria Nazionale del Siulp, riguardanti il novero dei titoli ammessi a validazione, con riferimento alle recenti procedure concorsuali per l’accesso alle qualifiche superiori. Tra questi titoli sarebbero state espunte e pretermesse tutte le partecipazioni e gli incarichi svolti dai dipendenti in seno alle Commissioni consultive o paritetiche della Polizia di Stato in qualità di rappresentanti della rispettiva Organizzazione Sindacale.
In particolare il Siulp di Caserta nella comunicazione inviateci rileva che l’omessa validazione di tali titoli, rectius partecipazioni e incarichi quali rappresentanti sindacali, sarebbe avvenuta in conformità a un richiamo integrale e per relationem a un parere espresso dall’Amministrazione, parere dell’Ufficio I, Affari Generali, n. 333-A9806.D.1/3288-2012 dell’11 maggio 2012, secondo cui, laddove i dipendenti sono nominati componenti delle Commissioni su designazione delle rispettive Organizzazioni Sindacali, tali incarichi non sarebbero suscettibili di trascrizione sul foglio matricolare, avendo in siffatte ipotesi asseritamente operato per conto dei Sindacati e, segnatamente, per il mero soddisfacimento delle garanzie partecipative loro attribuite.
Tralasciando qualsiasi valutazione nel merito, le premetto che tale circostanza determina, secondo noi, una criticabile situazione d’illegittimità sia sotto il profilo degli artt. 3 e 97 del vigente dettato Costituzionale sia sotto quello dell’eccesso di potere nelle specifiche figure sintomatiche della disparita di trattamento, dell’ingiustizia manifesta e, in particolar, modo della violazione della par condicio, essendo non ragionevole che a proposito della stessa e identica procedura concorsuale i dipendenti che hanno partecipato alle precitate Commissioni per conto dell’Amministrazione ottengano la validazione del titolo e, di conseguenza, la sua ammissione a valutazione, mentre i dipendenti che alle medesime Commissioni hanno partecipato su designazione delle rispettive Organizzazioni sindacali della Polizia di Stato ne sono, secondo noi, illegittimamente pretermessi.
Non vi è dubbio che tra le varie ipotesi possa aversi, dunque, un esercizio illegittimo del potere amministrativo, non potendo siffatta pretermissione essere legittimata, come riportato nel parere richiamato, sulla base dell’asserito presupposto secondo cui, a differenza dei dipendenti nominati dall’Amministrazione, quelli designati dal Sindacato agirebbero nell’esclusivo interesse partecipativo della rispettiva Organizzazione Sindacale e non anche, dunque, secondo tale assunto, per l’Amministrazione.
Certamente non può non considerarsi che, invero, la partecipazione delle componenti sindacali in seno alle varie commissioni della Polizia di Stato vanta la stessa dignità delle componenti di parte pubblica, essendo tali membri sindacali strumentali, in conformità a specifiche coperture normative e contrattuali, al funzionamento di dette Commissioni e non costituendo, la loro partecipazione, una forma di mero favore.
Pertanto si chiede a Codesto Ecc.mo Ufficio di intervenire in modo da fornire l’adozione di una definitiva soluzione interpretativa che preveda la validazione e, conseguentemente, l’ammissione a valutazione delle partecipazioni e degli incarichi svolti in seno alle Commissioni della Polizia di Stato dai dipendenti della Polizia di Stato di designazione sindacale al pari di quelli designati dall’Amministrazione.
Una soluzione interpretativa che impedirebbe l’evoluzione della questione in una moltitudine di possibili gravami. Vista la fase concorsuale in atto, si chiede un cortese urgente riscontro.
Roma, 30 settembre 2019 La Segreteria Nazionale












