Si riporta il testo della lettera inviata il 23 maggio al Pref. Franco Gabrielli, Capo della Polizia: “Con l’inattesa, e per certi versi sorprendente accelerazione impartita agli inizi dell’anno corrente, si è finalmente dato avvio ad un processo di razionalizzazione del coacervo di norme, disposizioni e contrastanti risposte ai vari quesiti che si erano accumulati in materia di servizi di mensa.

Stando alle dichiarazioni degli stessi rappresentanti dell’Amministrazione che sedevano al tavolo del confronto in occasione degli incontri dedicati a questo delicatissimo argomento, nel giro di poche settimane si sarebbe dovuto dar corso all’emanazione di nuove circolari esplicative finalizzate – quantomeno nelle intenzioni dei vertici del Dipartimento della P.S. – ad armonizzare le non di rado confliggenti interpretazioni rese da diverse articolazioni ministeriali, mettendo a disposizione degli uffici periferici uno strumento snello ed agevole per evitare la diuturna serie di contenziosi, taluni tuttora insoluti, insorti nel corso degli anni. In effetti, immediatamente dopo la prima riunione, è stata pubblicata una circolare – quella del 17 gennaio 2019 a firma del Capo della Polizia - con la quale sono stati definiti una serie di fondamentali istituti.

A seguire, a stretto giro, ci sono poi stati ulteriori momenti di confronto nel corso dei quali erano state concordate alcune modifiche al testo di una bozza che, in linea di massima, salvo marginali sfumature, aveva raccolto l’approvazione della generalità delle rappresentanze sindacali.

Sono da allora inspiegabilmente trascorsi oltre tre mesi, e non si hanno notizie sulle ragioni che possano aver inopinatamente interrotto il virtuoso percorso che era stato intrapreso. Nel frattempo si sono messi al lavoro gli immancabili epigoni della scuola di pensiero che, quando si tratta di riconoscere diritti al personale, sono orientati a negarli a prescindere. Ed è ricominciato l’annoso irritante carosello di quesiti inviati al Centro, ai quali però nessuno pare intenzionato a rispondere in attesa dell’emanazione della famigerata summenzionata circolare.

Sembra la riproposizione della trama di un noto capolavoro del teatro dell’assurdo, in cui la circolare, che tutti aspettano, come Godot, non arriva mai.

Assurdità che si rinviene anche nella scelta di uffici riconosciuti come sedi di particolare disagio ambientale che hanno ritenuto di congelare l’attribuzione del secondo buono pasto, ritenendo che la materia sia stata sì regolamentata con la prima circolare del 17 gennaio, ma solo con riferimento ai servizi di istituto. E per l’effetto, in mancanza di una puntuale analoga specifica circolare, tale previsione è stata ritenuta non applicabile alle sedi disagiate, sebbene tale attribuzione fosse stata in precedenza pacificamente concessa sulla scorta della coeva, e tuttora vigente normativa.

Non mancano poi altri illuminanti esempi di come la fervida fantasia di bizzarri burocrati possa condizionare la quotidianità del personale. Ci sono stati casi in cui, a fronte di un servizio di ordine pubblico protrattosi ben oltre l’orario di apertura serale della mensa, è stato posto in dubbio il diritto a percepire il secondo buono pasto sul presupposto che i servizi di ordine pubblico non sarebbero ricompresi nell’ambito dei servizi di istituto. E quindi, ancora una volta, per le medesime ragioni di cui dianzi si è detto, si dovrebbe attendere l’emanazione di una circolare che regolamenti anche i servizi di ordine pubblico.

Verrebbe da chiedere a queste brillanti menti su quale fondamento, fino a ieri, in occasione dei servizi di vigilanza ai seggi, che sono notoriamente qualificati come ordine pubblico, mai nessuno abbia revocato in dubbio il diritto alla fruizione di due pasti al giorno.

Una esasperante dimostrazione di come la realtà supera l’immaginazione. Orbene, siamo, come Lei, sensibili all’esigenza di evitare, soprattutto in questo momento storico di estrema delicatezza, di proiettare all’esterno le criticità della nostra Amministrazione. E riteniamo quindi che l’esigenza di dipanare quanto prima queste imbarazzanti vicende, ponendo fine allo stillicidio di irritanti frustrazioni del personale che da esse discendono, sia anche da Lei considerata come una priorità indifferibile.

Confidiamo pertanto che, nonostante i comprensibili impegni istituzionali calendarizzati e le sottese difficoltà organizzative, Le sarà possibile individuare un quanto più prossimo incontro finalizzato a sbloccare questo avvilente stallo gestionale.”

Roma, 23 maggio 2019            La Segreteria Nazionale

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