Riportiamo il testo della lettera inviata al Direttore Centrale delle specialità Pref. Roberto Sgalla in data 12 dicembre 2018.

Signor Prefetto, dalle strutture territoriali, continuano a giungere segnalazioni relative alla mancata corresponsione dell’anticipo delle indennità connesse alle scorte dei treni a lunga percorrenza, peraltro già oggetto di corrispondenza con l’Ufficio per Relazioni Sindacali del Dipartimento della P.S. (nota prot. 6.2.1/FL/927/2018 datata 31 ottobre 2018), non ancora riscontrata.

L’accordo sottoscritto tra il Ministero dell’Interno – Dipartimento della P.S. ed il Gruppo FS Italiane, prevede che ai colleghi impiegati in suddetti servizi debba essere riconosciuto un anticipo pari all’ 85% della somma spettante, nella quale, essendo onnicomprensiva, è da includere anche gli oneri relativi al vitto e all’alloggio.

All’uopo è stato istituito presso le prefetture, un apposito Capitolo di spesa destinato esclusivamente agli anticipi forfettari per le scorte a lunga percorrenza e euronigt, il quale, secondo la richiamata convenzione, dovrebbe essere man mano reintegrato all’esito della contabilizzazione dei servizi per consentire di effettuare materialmente gli anticipi in argomento. Ragion per cui, il Direttore del Servizio Polizia Ferroviaria in data 28 giugno 2017, ha emanato la circolare n.300.B/AA.GG./MS.T/14 diretta a tutti i Dirigenti dei Compartimento Polizia Ferroviaria, con la quale raccomanda la tempestiva conclusione delle procedure di contabilizzazione relative alle “missioni” connesse alle scorte a lunga percorrenza, e consentire quindi, il reintegro del fondo secondo il meccanismo descritto.

E’ di tutta evidenza che le previsioni contrattuali, e le disposizione del Direttore del Servizio Polizia Ferroviaria pertinenti il trattamento economico spettante ai colleghi che effettuano servizio di scorta a bordo dei treni ritenuti ad alto profilo di criticità, allo stato non risultano rispettate.

L’inosservanza delle norme in convenzione, come prevedibile, sta generando confusione nell’ambito degli uffici territoriali, e non di rado, accesi conflitti a causa del fatto che i colleghi a proprie spese debbano soddisfare le esigenze del vitto e dell’alloggio, allorquando vengono impiegati nell’ambito delle scorte dei treni a lunga percorrenza. La situazione suggerirebbe un intervento dell’Amministrazione presso il Governo, affinché si inserisca nell’emananda Legge di stabilità, una specifica norma che preveda la possibilità, per gli enti convenzionati, di operare un accredito diretto in un capitolo dedicato, le cui somme potranno essere immediatamente esigibili per i pagamenti dei servizi resi dai colleghi delle Specialità della Polizia di Stato.

L’attuale condizione, invece, se non immediatamente corretta assumerà torni sempre più elevati difficilmente contenibili, diretti sempre più verso una più che giustificata denuncia pubblica.

Conoscendo la Sua sensibilità e l’interesse che ogni giorno ripone nel buon andamento dei servizi istituzionali e per il benessere del personale, siamo a chiederLe un intervento urgente e risolutore, poiché è di tutta evidenza che i colleghi della Polizia Ferroviaria non potranno ancora ulteriormente anticipare di tasca propria le cospicue somme di denaro sin qui erogate, per assolvere ai servizi statuiti in convenzione.

Roma, 12 dicembre 2018

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