Riportiamo il testo della lettera inviata lo scorso 24 ottobre al Direttore Ufficio Relazioni Sindacali: Pregiatissimo Direttore, sono costretto a richiedere la Sua cortese attenzione su una problematica che, stante la stringente normativa che ha istituito i Reparti in oggetto indicati e che ne ha vincolato il loro utilizzo persino nella redazione degli atti delle operazioni di P.G. effettuate dagli equipaggi,

e che, da circa 4 mesi sta facendo registrare uno stravolgimento delle richiamate e stringenti normative al punto tale da far apparire, ormai, i predetti reparti a delle succursali dei Reparti Mobili.

Con nota dello scorso 21 giugno, infatti, avevamo criticato, con ampia ed argomentata esposizione, l'utilizzo, nel periodo estivo, dei singoli operatori dei Reparti Prevenzione Crimine con modalità difformi da quelle individuate e definite nel decreto istitutivo e nelle successive disposizioni attuative.

Avevamo in particolare insistito sull'irragionevole scelta di sopperire con personale specializzato a generiche carenze di organico di talune sedi territoriali, mettendo singoli operatori a disposizione di realtà che necessitavano di rinforzi temporanei ma tali da essere impiegati per sopperire ad esigenze di servizio ordinarie.

Come avevamo ragione di temere, una volta infranto il sottile diaframma frapposto allo svilimento delle peculiarità professionali di colleghi per la cui formazione ·sono state investite ingentissime risorse si sarebbe creato un pericolosissimo precedente che avrebbe avvalorato la perniciosa prassi di attingere, indiscriminatamente, al serbatoio dei R.P.C. per far fronte ad esigenze che, a nostro avviso, ben potrebbero essere soddisfatte con il ricorso ad altre soluzioni.

E se per quel che concerne la testé decorsa stagione estiva la deroga ai protocolli di impiego dei Reparti in menzione poteva forse essere giustificata in ragione dei concomitanti effetti del mancato turn aver che si andava ad innestare sulle rituali riduzioni della forza disponibile nel periodo feriale, nel caso concreto che ci vede costretti ad un nuovo intervento non si riesce davvero a capire quali fossero gli insuperabili ostacoli che non hanno consentito di individuare altrove le cinque - dicasi cinque - unità da destinare al rinforzo del controllo del territorio della città di Genova.

Osserviamo invero che questo è il periodo dell'anno in cui l'incidenza delle assenze per fruizione dei congedi ordinari è al minimo, e quindi non sarebbe stato difficile, con un ordinario sforzo gestionale, andare alla ricerca di quei cinque operatori. E questo a tacere della constatazione che, esattamente in questi giorni, saranno presi in forza e diventeranno ad ogni effetto disponibili all'impiego i 750 neo Agenti che, al termine del corso di formazione, sono già stati assegnati alle sedi di destinazione.

Ci pare insomma che la decisione di ricorrere al personale dei R.P.C. sia dovuta a motivi che ben poco hanno a che fare con la ragionevolezza o con effettive esigenze organizzative.

Quali che siano le imperscrutabili ragioni di questa incomprensibile opzione, chiediamo l'immediata rimeditazione di questa ennesima violazione alle regole gestionali che presiedono all'impiego di questi reparti anche perché, se non si interviene, si tradurrebbe in un spreco di risorse in netta collisione con i principi posti a presidio di una virtuosa e trasparente azione amministrativa.

Data l'imminente attivazione della contestata disposizione, si prega di voler dare alla presente un cortese quanto più sollecito riscontro.

Cordiali saluti.

Roma, 24 ottobre 2018                 La Segreteria Nazionale

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