Nei mesi scorsi, la Direzione Centrale per le Risorse Umane, per il tramite dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, ha comunicato la definizione dell’assetto organizzativo delle Unità Operative di Primo Intervento della Polizia di Stato, disponendone l’inquadramento nell’ambito dei Reparti Prevenzione Crimine.
Al Ministero dell’Interno - Dipartimento della P.S. - Segreteria del Dipartimento - Ufficio per le Relazioni Sindacali - Roma
Prot.: 6.25/843/2018/fl
Oggetto: Unità Operative di Primo Intervento della Polizia di Stato presso i Reparti Prevenzione Crimine. Richiesta chiarimenti.
Nei mesi scorsi, la Direzione Centrale per le Risorse Umane, per il tramite dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, ha comunicato la definizione dell’assetto organizzativo delle Unità Operative di Primo Intervento della Polizia di Stato, disponendone l’inquadramento nell’ambito dei Reparti Prevenzione Crimine.
E’ stato reso altresì noto che il rinnovato assetto organizzativo attribuisce ai Reparti Prevenzione Crimine le competenze gestionali del personale, delle attrezzature e dei mezzi, sia che insistano nella stessa sede, sia nelle sedi distaccate. Ciò che non è stato sin ora chiarito, invece, è la parte attinente le risorse necessarie per far fronte alle attività operative e all’indennizzo dei poliziotti.
Non si comprende, ad esempio, a quali fondi si dovrebbe attingere per remunerare lo straordinario in eccedenza all’orario di lavoro, sia dei colleghi in servizio ai Reparti Prevenzione Crimine, sia alle Unità Operative di Primo Intervento.
A ciò si aggiunga il non perspicuo percorso amministrativo compiuto per determinare le dotazioni delle reperibilità e dei cambi turno, che in ogni caso non sono stati oggetto di trattativa con le OO. SS. il che non pare rispettare i protocolli contrattuali. In concreto accade che mentre in precedenza le U.O.P.I. erano gestite dagli Uffici Amministrativi Contabili, e facevano riferimento alle risorse disponibili presso le corrispondenti Questure, oggi parrebbe di capire che per le menzionate indennità si dovrà attingere ai già esigui fondi dei Reparti Prevenzione Crimine, la cui inadeguatezza è stata più volte oggetto di puntuale denuncia del SIULP.
Questa precaria condizione, che già avevamo avuto modo di segnalare con riferimento al R.P.C. di Abbasanta, e che oggi potrebbe tranquillamente essere replicata per ciascuno dei Reparti sul territorio nazionale, comporta la contabilizzazione di un numero irrisorio di ore di straordinario, comunque ampiamente inferiore a quelle effettivamente prestate, che per giunta vengono liquidate con ritardi inaccettabili.
Oggi si riscontra un arretrato di svariati mesi per il pagamento dello straordinario emergente, ma anche per le indennità corrispondenti alle missioni effettuate e non ancora retribuite.
La situazione, che sarà oggetto di una attenta ricognizione da parte del SIULP sotto l’aspetto contrattuale, induce a chiedere urgenti chiarimenti riguardanti la dotazione delle risorse assegnate e quelle da assegnare ai predetti reparti e sollecitare, allo stesso tempo, il pagamento di tutte le spettanze arretrate.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, con l’occasione si inviano cordiali saluti.
Roma, 17 ottobre 2018 Il Segretario Nazionale Fabio Lauri












