Si ravvisa l’esigenza di segnalare il disagio che si registra in diverse realtà del territorio, generato dalla discordante applicazione dell’istituto normativo del trattamento di missione in ordine alla citazione del personale della Polizia di Stato.

Prot.: 4.3/fl/459/2018

Al Ministero dell’Interno - Dipartimento della P.S. - Segreteria del Dipartimento - Ufficio per le Relazioni Sindacali - Roma 

Oggetto: Trattamento di missione in ordine alla citazione del personale della Polizia di Stato in procedimenti civili, penali o amministrativi, anche su richiesta delle parti private del processo.

Si ravvisa l’esigenza di segnalare il disagio che si registra in diverse realtà del territorio, generato dalla discordante applicazione dell’istituto normativo specificato in oggetto. In materia, la direttiva n.557/RS/CN.10/0734 emanata il 18 marzo 2009 dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, in modo chiaro ed inequivocabile stabilisce che: “… In ordine alla citazione del personale della Polizia di Stato in procedimenti civili, penali o amministrativi, anche su richiesta delle parti private del processo, si chiarisce che, previa valutazione delle eventuali preminenti esigenze di servizio, l’Ufficio di appartenenza deve considerare il dipendente in servizio, con eventuale conseguente corresponsione del trattamento di missione, qualora l’attività di testimonianza consegua a fatti connessi all’espletamento del servizio stesso o all’assolvimento di obblighi istituzionali”.

Ciò nonostante, in talune realtà territoriali i colleghi, che nell’interesse dell’Amministrazione sono chiamati a raggiungere una sede diversa da quella di servizio per attività di indagine delegata dall’Autorità Giudiziaria, o per rendere testimonianza per procedimenti scaturiti dall’attività istituzionale, sono costretti ad anticipare di tasca propria denaro per l’acquisto del biglietto del mezzo di trasporto, e spesso, il corrispettivo del costo di eventuali pasti e pernotti .

Nella sede di testimonianza poi, a seconda dell’usanza del locale tribunale, il collega deve produrre in originale il biglietto del viaggio, in qualche caso in fotocopia, in altri in copia autenticata.

Le Cancellerie di qualche altro tribunale, richiedono addirittura la documentazione in tempo differito a distanza di giorni o di mesi.

Le appena evidenziate trame amministrative in cui si trova invischiato il poliziotto, a volte non sono neanche praticabili se si tiene conto che spesso, al termine della testimonianza si verifica che gli uffici contabili dei tribunali sono chiusi, o peggio ancora dislocati in stabili diversi. In sintesi, il collega incappato in siffatte pastoie burocratiche, oltre a rimetterci del tempo, si vede penalizzato di consistenti risorse economiche.

Discorso a parte merita la situazione che oggi affrontano i colleghi in quiescenza, i quali non essendo più gestiti dagli Uffici Amministrativi Contabili del Dipartimento, sebbene la citazione scaturisca da una attività di servizio, sono costretti a pagare di tasca propria le spese di viaggio, di soggiorno e di vitto, nella speranza di essere poi ristorati della spesa chissà quando, e sempre che l’articolata raccolta di documenti amministrativi e autorizzazioni varie sia andata a buon fine.

È indubbio che nei confronti degli appartenenti della Polizia di Stato debba applicarsi il trattamento economico di missione in melius previsto dagli accordi contrattuali stipulati, così come appare ragionevole che sia l’Amministrazione, in sintonia con il Dipartimento per gli Affari di Giustizia, a curare la ripetizione delle spese eventualmente anticipate dall’erario riguardanti le persone condannate o civilmente responsabili del reato.

Nelle more che la questione possa essere definitivamente risolta con l’ormai prossima discussione della parte normativa che andremo a definire con la coda contrattuale, appare irrimandabile un richiamo ad un trattamento di missione omogeneo su tutto il territorio nazionale, nel solco delle richiamate disposizioni del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.

In attesa di un cortese, urgente cenno di riscontro, si inviano distinti saluti.

Roma, 26 giugno 2018      Il Segretario Nazionale Fabio Lauri

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