Riportiamo il testo della lettera inviata al Ministro dell’Interno Matteo Salvini lo scorso 21 settembre.
Pregiatissimo Signor Ministro, conoscendo l'impegno e la continuità con cui ogni giorno si prodiga per sottolineare quanto sia importante riaffermare la centralità della Polizia di Stato per i Cittadini e alimentare il senso di appartenenza e di motivazione del personale per accrescere l'efficacia della funzione di polizia, purtroppo, ancora una volta, sono costretto a denunciare come la peggiore burocrazia uccida ogni tipo di conquista sindacale, annientando i diritti dei lavoratori, e alimenta un sentimento di demotivazione sempre più crescente che rischia di creare una sfaldatura tra l'Istituzione e tutti i suoi appartenenti.
L'indennità per gli operatori della Polizia Stradale e quelli della Polizia delle Telecomunicazioni, conquistata con i contratti di lavoro e perfezionate anche grazie all'impegno dell'Amministrazione in sede di rinnovo delle convenzioni che ne disciplinano la corresponsione, ancora non vengono pagate con regolarità, nonostante l'impegno assunto dal Dipartimento dopo l'ultimo rinnovo degli accordi in essere, facendole apparire una vera e propria chimera piuttosto che il compenso per l'impegno e l'abnegazione che i Colleghi di queste articolazioni mostrano quotidianamente nell'impiego nonostante le particolari condizioni di disagio in cui operano.
I ritardi sono ormai ingiustificabili, atteso che hanno raggiunto quasi tre anni per la Polizia delle Telecomunicazioni, e rischiano di far apparire anche la stessa Amministrazione non più credibile rispetto agli impegni assunti e a quanto si sta verificando.
Stessa sorte, anche se con ritardi inferiori, subisce l'indennità destinata ai Colleghi che operano nella Specialità della Polfer, sebbene per tutti i settori gli enti convenzionati versino regolarmente le somme dovute per i servizi erogati.
A tutto questo si aggiunge anche l'ormai atavico e incomprensibile ritardo nel saldo delle prestazioni di lavoro straordinario, eccedenti i limiti mensili autorizzati – che già operano sperequazioni ingiustificate e insopportabili per alcuni settori strategici quali, ad esempio il controllo del territorio - nonostante le rassicurazioni fatte con formale comunicazione dell'Ufficio Rapporti Sindacali all'inizio del corrente mese, considerato che ci riferiamo ad un arretrato ormai fermo al mese di marzo dello scorso anno 2017. E su questo, mi consenta di farle anche presente che nulla si è mai saputo delle somme che dovevano essere incamerate per effetto dell'obbligo previsto in capo alle società sportive di corrispondere, sino all' 1,5% degli incassi, quale partecipazione delle stesse a copertura delle indennità accessorie sostenute dal Dipartimento della P.S. per garantire la regolarità delle competizioni calcistiche.
I Colleghi sono ormai esausti e disincantati, atteso il puntuale ripetuto mancato impegno dell'Amministrazione a saldare, in tempi accettabili e anche a seguito di formale comunicazione, e preannunciano iniziative di protesta spontanee. Sarebbe un segnale di vera attenzione, oltre che di ritrovata credibilità dell'Istituzione, se finalmente a questi Colleghi venissero dati gli arretrati in questione e si trovasse anche una soluzione definitiva, magari attraverso lo strumento del disegno di legge sul pacchetto sicurezza attualmente in discussione in Parlamento, per evitare, per il futuro, il ripetersi di tali incresciosi inconvenienti.
Certo della Sua sensibilità sulla questione, confidando nella sua cortese e consueta attenzione per un interessamento volto alla risoluzione della problematica, colgo l'occasione per inviarle cordiali e deferenti saluti.
Roma, 21 settembre 2018












