Chi ha letto i nostri volantini si sarà abituato, ed avrà capito che, non piace muoverci in zone d’ombra e soprattutto con ipocrisia, siamo diretti e trasparenti per cui abituati ad andare subito al sodo.
LETTERA APERTA AI VERTICI (che rimangono) DELLA QUESTURA.!!!
Questa O.S. è sempre stata sensibile al rispetto delle regole e delle norme, frutto di articolati accordi sia a livello centrale che periferico, ritenendolo necessario al buon funzionamento della pubblica amministrazione e senza il quale si cadrebbe in una sorta di caotica applicazione dei diversi istituti con la conseguenza che chi al momento si sente forte, riesce a fare quello che vuole a discapito di chi, invece, non possiede le stesse tutele.
Questa premessa di carattere generale la riteniamo necessaria per far comprendere l’atteggiamento di chi scrive, impegnato in una battaglia contro la prepotenza di quanti, ritenendosi immuni da ogni verifica, a Pisa proclamano la sensibilità e la riservatezza di dati personali, come ad esempio gli straordinari, perché evidentemente trattandosi di informazioni che li riguardano direttamente, una loro eventuale verifica scoprirebbe altarini, mentre altrove, dove gli stessi identici dati sono relativi ad altri soggetti, rivendicano la loro consultabilità anzi, addirittura, la loro obbligatoria esigibilità. Alla luce di queste considerazioni il SIULP, nella sua analisi degli uffici della Questura non può non osservare e segnalare quelle che si ritengono anomalie nell’applicazione di alcuni istituti così come già fatto per altri settori.
La DIGOS da molto tempo ricorre allo strumento dello straordinario emergente per attività che si svolgono tutti i giorni ed in fasce orarie specifiche, pianificabili mensilmente e, dunque, che potrebbero essere correttamente coperte con l’istituto dello straordinario programmato, fatte salve chiaramente quelle situazioni di vera emergenza.
Tale procedura, considerata anomala da questa O.S. sin dal suo insorgere, non è stata oggetto di contestazione immediata, in quanto è stata ipotizzata una sua breve durata.
A distanza di un anno dalla sua applicazione, tuttavia, e nell’incertezza circa i tempi futuri della sua ulteriore applicazione questa O.S. ritiene sia necessario un chiarimento da parte dei Vertici della Questura, circa l’applicazione dell’istituto dello straordinario emergente in relazione a tale attività che, si ribadisce, a parere di questa O.S., non è emergente, ma perfettamente programmabile.
Tutti noi sappiamo come è organizzato quell’Ufficio e quale importanza esso riveste nell’attività info investigativa di tutta la Questura, sia in termini di contributo umano, che professionale.
Chi ha letto i nostri volantini si sarà abituato, ed avrà capito che, non piace muoverci in zone d’ombra e soprattutto con ipocrisia, quindi andiamo subito al sodo.
Ci risulta che più volte è stata chiesta l’assegnazione o aggregazione di personale, soprattutto per fronteggiare i notevoli carichi di lavoro che il settore investigativo di quell’Ufficio è costretto a sobbarcarsi, al punto che, personale di quel settore, subisce il ricorso sistematico all’istituto dello straordinario emergente, anche in modo piuttosto considerevole, arrivando in alcune circostanze a rasentare numeri a tre cifre.
Non sfugge a questa Segreteria e vorremmo che non sfuggisse nemmeno a chi è assegnato il potere decisionale della Questura, fornendo risposte concrete ed in tempi brevi, la valutazione che attività di indagine, articolate e complesse, rappresentino un dispendio di personale e di ore di lavoro che non sempre si conciliano con la pianificazione e la programmazione dei servizi, ma non sfugge nemmeno che, se quell’indagine va avanti per anni non si può certamente lasciare al responso dello straordinario emergente, ma ad avviso del SIULP PISA, dovrebbe necessariamente essere rimodulata l’attività, in funzione della sua durata, dei carichi di lavoro nonché del personale assegnato a quell’Ufficio.
Cosi ci viene da evidenziare che, togliere un sovrintendente e non sostituirlo, significa non prendere decisioni organizzative giuste; fare fronte ai notevoli carichi di lavoro in funzione di quelle attività investigative che durano per molto, moltissimo tempo, con il semplice ricorso allo straordinario emergente piuttosto che affidarsi ad una organizzazione diversa che valuti attentamente i carichi di lavoro con il ricorso allo straordinario programmato, per noi del SIULP PISA, rappresenta un gravissimo errore, che finisce per gravare sui colleghi che giornalmente sono costretti a sobbarcarsi dalle 4 alle 5 ore di straordinario emergente.
Come appunto accade nella sezione investigativa della Digos, dove esiste un solo Ufficiale di P.G., il quale dall’inizio dell’attività, deve far fronte a raccogliere, valutare, redigere la complessità degli elementi emersi, oltre a dover curare la parte residuale della sezione e che tutto ciò lo costringe a mettere da parte la famiglia per 5 giorni a settimana (tranne sabato e domenica), con effettuazione di un numero considerevole di ore di straordinario emergente.
Straordinario emergente che in molti casi viene trasformato in riposi compensativi, creando così un circolo vizioso dove chi accumula straordinario per attività di indagine, finisce con il recuperare riposi compensativi, costringendo chi rimane ad effettuare ulteriore ore di straordinario emergente, finendo con il creare una situazione che a parere di questa Segreteria è divenuta insostenibile ed ingestibile, specie se si considera che il personale della Digos, partecipa sovente se non sempre in modo consistente ai servizi di O.P. affidati alla Questura.
Non possiamo pertanto non cogliere l’occasione per sollecitare un chiarimento in merito a quello che un’altra sigla sindacale, in un recente passato, ha evidenziato come un elevatissimo ricorso allo straordinario emergente da parte di qualche operatore della DIGOS e che questa Segreteria Provinciale SIULP PISA, ritiene sia giunto il tempo per mettere la parola fine a questa gravissima situazione che, da un lato evidenzia la violazione delle norme contrattuali che prevedono “il ricorso allo stesso solo per determinate situazioni contingenti non suscettibili di preventiva programmazione, e dall’altro, cosa ancora più grave, le difficoltà di alcuni operatori e di uno in particolare, costretto dal lunedì al venerdì, di ogni settimana , da parecchi mesi, nell’arco di un anno e passa ad effettuare , mettendo da parte moglie e figli e dedicarsi anima e corpo al lavoro in straordinario emergente, tranne, fortunatamente, il sabato e la domenica, avendo la possibilità di riposarsi e non partecipare ai servizi di O.P. o altro ancora.
I fatti palesati, mostrano gravi difficoltà organizzative e consentiteci di affermare anche violazioni palesi del dettato normativo contrattuale , pertanto esortiamo i vertici della Questura che rimangono, a dare risposte certe e chiare non al SIULP PISA, che ha interrotto le relazioni sindacali, ma a tutte le colleghe ed i colleghi, che magari effettuano qualche ora di straordinario,al fine di guadagnare qualche spicciolo di euro, sacrificando le loro famiglie, sobbarcandosi viaggi ai CIE per Km e Km, dormendo in macchina, o in servizi anche di sabato e di domenica, non in ufficio ma al freddo ed in condizioni disagiate.
Alla prossima occasione sicuramente, faremo cosa ancora più gradita affrontando problematiche di altri c.d. Uffici operativi,dove sembrerebbe, siano in corso missioni fuori da ogni logica e da quelle specifiche norme previste, cosi come l’utilizzo spropositato dei cambi turno.
In attesa, ci preme porgere i nostri migliori auguri a chi ci lascia, ritenendo che sia la giusta ricompensa del Dipartimento nei confronti di chi ha ben operato, concedendo il giusto premio, anche per avere tenuto sempre e comunque una equilibrata conduzione della questura e delle relazioni sindacali in modo particolare.
CARI VERTICI DELLA QUESTURA (che rimanete) ASPETTIAMO DI CONOSCERE LE VOSTRE RISPOSTE.!!!
Pisa, 16 Marzo 2012 Il Segretario Generale Provinciale
SIULP - PISA
ViTO GIANGRECO












