La Questura è una barca che fa acqua, e Lei dovrebbe saperlo perché NOI da 4 mesi e più, non passa giorno che non glielo ricordiamo, e non dobbiamo nemmeno faticare tanto, grazie anche a quello che i suoi collaboratori mettono in atto.
LETTERA APERTA (AL SIGNOR QUESTORE DI PISA), open letter, lettre ouverte, litteras patentes, offener brief, ανοικτή επιστολή, 公开信 رسالة مفتوحة سعودي
Signor Questore, Le chiediamo scusa, e non certamente per gli acronimi che scandalizzano taluni personaggi, o per le vignette nude che pubblicano altri, ma per il semplice fatto che non riusciamo a raccapezzarci più, non riusciamo più a capire quello che viene fatto, in materia di relazione sindacali, nella Questura da LEI gestita.
Conduzioni di Commissioni fuori da ogni schema, Commissioni (automezzi) che dovrebbero essere convocate ed invece si aspetta chissà cosa, Risposte differenziate a seconda di chi chiede di aprire sportelli, Lettere aperte, cerchiate e sottolineate ed inviate al Ministero se a scriverle è il SIULP, Allegati che non si trovano, Risposte diverse a seconda degli interlocutori, Applicazioni di articolati dell’A.N.Q. improvvisate e modellate a secondo delle circostanze, Affermazioni gravi e fuori luogo su richieste avanzate dal SIULP, Informazioni preventive che per miracolo diventano successive, ed Informazioni preventive ripetute e rimandate su istituti come lo straordinario programmato, mentre lo stesso è già applicato, dalla data del 23 ottobre.
Ci scusi, è una barca che fa acqua, e Lei dovrebbe saperlo perché NOI da 4 mesi e più, non passa giorno che non glielo ricordiamo, e non dobbiamo nemmeno faticare tanto, grazie anche a quello che i suoi collaboratori mettono in atto.
Dottor MICILLO, forse, ogni volta che vede una nota sindacale, (quella del SIULP in particolare), pensa a quanto tempo manca per andare via da Pisa, però come ho avuto di dirle e scriverle, dia un segnale, dia il cosi detto colpo di reni, raddrizzi un barca destinata ad affondare.
L’occasione è troppo ghiotta per farcela scappare, e veniamo cosi a scriverle, qualcosa di nuovo.
Ricorderà sicuramente, l’informazione preventiva sullo straordinario programmato, molto deficitaria in tutto o quasi, il verbale parla chiaro, ma per rendere tutto ancora più complicato , anziché celerizzare gli aggiustamenti, si è provveduto a far partire lo straordinario programmato, per non creare un ulteriore nocumento economico nei confronti dei colleghi, (grazie al senso di responsabilità di tutte le OO.SS.), dato anche il periodo di crisi, e ci si è quasi dimenticati di sistemare la materia, anzi dal 22 ottobre in poi, il silenzio più assoluto, 15 giorni di nulla, sino al 5 novembre data in cui è pervenuta un’altra informazione, (forse preventiva), che porta la data del 3 novembre e che se letta attentamente, necessita di ulteriori modifiche, come dire, l’informazione dell’informazione, dell’informazione, dell’informazione,…..ci scusi ci siamo fatti prendere la mano.
108 ore di straordinario assegnato alla PAS, diventano 109, meno male che questa volta sono stati indicati i progetti, ma poi ci si confonde sullo straordinario non fruito e lo si qualifica come emergente, ma il meglio deve ancora venire, e viene, quando scorrendo le ore di straordinario emergente effettuato nei mesi di luglio , agosto, settembre, per esempio della PAS, si scopre che tutti coloro che non hanno aderito allo straordinario programmato, poi di fatto effettuano una media di 167 ore mensili, per essere precisi 503 ore in tre mesi di straordinario emergente, quando dovrebbe essere nel massimo di 64 ore mensili, vale a dire 192 ore in tre mesi.
Signor Questore, ci scusi, ci spieghi cosa è successo, perché non riusciamo a capirlo, perché o nei mesi di luglio , agosto , settembre, quei colleghi si sono ritrovati a sopportare dei carichi di lavoro paragonabili a quelli della digos e della mobile , o sono stati impiegati fuori dai carichi di lavoro loro assegnati, e quindi riteniamo che bisogna intervenire per non gravare sulla vita professionale e personale di quei colleghi, oppure magari, il ricorso allo straordinario emergente deve essere disciplinato meglio.
Se poi si dovesse scoprire che, tutte queste ore sono state effettuate per pratiche di ufficio, cioè vale a dire senza quella necessità , urgenza, estemporaneità, particolarità tale da classificare lo straordinario appunto emergente, allora sarebbe veramente grave, e Lei dovrà renderci conto di questo, perché Le ricordiamo che sono soldi della collettività e che vanno spesi con molta oculatezza.
Ci sono poi le malelingue, alle quali non siamo abituati dare ascolto, ma se dovesse risultare che magari un giorno (più volte a settimana e più volte al mese) sempre nei mesi di luglio, agosto, settembre, si sono fatte ore di “straordinario-emergente”, che nel complessivo farebbero risultare la presenza di un operatore, (a prescindere il ruolo ed il grado), pari ad 11 ore e ½ più ½ di mensa, nell’arco di una giornata fatta di 12 ore, beh allora, DOTTOR MICILLO le sue spiegazioni diventerebbero veramente difficili.
Ma è solo un esempio, dia una lettura all’informazione, (successiva), sullo straordinario programmato e controlli se può, magari facendosi aiutare dal suo collaboratore, attento a cerchiare lettere ed inviarle al Ministero, se questi dubbi, hanno fondatezza oppure ci siamo lasciati prendere dalle chiacchiere di corridoio, se cosi fosse, saremmo pronti a chiedere scusa, lo facciamo dall’inizio della lettera.
Signor Questore, se fossimo un’altra sigla, potremmo dire, (usando un linguaggio forbito assai, di taluni personaggi ), che sarebbe più facile per NOI cercare scorciatoie, per ottenere ogni tipo di beneficio a discapito di chi ne ha diritto, ma fortunatamente i colleghi ci stimano, perché diciamo sempre come stanno le cose, senza nasconderci dietro false ipocrisie o pudicizie di ogni genere, tralasciando le frasi ad effetto in latino, magari con qualche acronimo in più, che fa arrossire i “ verginelli “ del sindacato, magari additati di chissà quali colpe, ma rispettando sempre le regole e a differenza di tanti altri, che predicano bene e razzolano malissimo, non abbiamo chiesto sistemazioni di ufficio, sponsorizzazioni o interventi per sistemare quadri sindacali o altro ancora.
Signor Questore, sicuramente, non potrà fare finta di niente, e questa volta le risposte che ci ha dato in passato, non potranno soddisfarci ed i tentativi di procrastinare le risposte, non ci fermeranno, perché, se dovessimo accorgerci che questa nota non giungerà al Ministero, con le sottolineature ed i cerchietti e con la stessa solerzia con cui lo avete fatto come per altra lettera aperta precedente, saremo pronti a rimandarvela fino a quando non otterremo lo scopo prefissato.
Sicuri di fare cosa gradita, si rimane in attesa di risposta urgente.
Pisa 7 novembre 2011 Il Segretario Generale Provinciale
SIULP - PISA
ViTO GIANGRECO












