Che Cesare avesse attraversato il Rubicone, che Archimede ha sviluppato il principio dei vasi comunicanti, che Einstein svelò l’arcano della relatività, fa parte delle nostre conoscenze oramai consolidate.

Ma che un convegno su una ipotetica bozza dei ruoli tecnici (in corso d’opera mutato nell’intestazione) organizzato da una sigla sindacale, diversa dal SIULP, addirittura attirasse tanto consenso, fuori da Pisa, fuori dalla Toscana, fuori dall’Italia,……questo ebbene, lo sconoscevamo.

Ma sappiamo con certezza che le preclusioni di cui si parla in un certo volantino di una sigla sindacale, diversa dal SIULP, non sono come si vuole fare apparire solo nella provincia di Pisa, ed appare poco opportuno far pensare alle colleghe ed ai colleghi della Provincia di Pisa che si tratti di un torto nei loro confronti.

Il sindacato, qualunque essa sia la sigla, l’appartenenza partitica, o il credo politico, deve avere la funzione di educare gli operatori dicendo come effettivamente stanno le cose di cui si scrive e parla, fuori dalle strumentalizzazioni, sempre e comunque nel rispetto delle regole e delle norme vigenti. E se capita di forzare la mano per ottenere qualcosa facendolo passare per dovuto, sapendo che così non è, bisogna avere l’onestà intellettuale di ammetterlo e riconoscerlo e non gridare a tutti di avere subito un torto , o ancora peggio far pensare agli altri che il torto non è fatto al sindacato ma agli operatori.

Il SIULP che in tale circostanza potrebbe starsene alla finestra come fanno indiscussi e navigati sindacalisti di alto lignaggio, oppure fare un’azione di forza o una prova MUSCOLARE, preferisce essere vicino ai colleghi raccontando le cose come stanno, e cioè le regole valgono per tutti e rispettati da tutti anche da quelli che negli ultimi anni sembravano immuni a questa regola semplice ed elementare. E quando diciamo da tutti diciamo tutti, compreso il Questore, infatti non possiamo esimerci dal constatare (e ci consta parecchio) che, la doglianza esternata e partecipata dalla sigla sindacale, diversa dal SIULP, per il c.d. RIPENSAMENTO è condiviso e condivisibile, infatti, sarebbe stato meglio da subito e non a cose fatte, affermare quanto è previsto , lasciando poi al sindacato  (qualunque sia la sigla), il giusto ruolo delle rivendicazioni nelle sede opportune per affermare un diritto sacrosanto.

Infine corre l’obbligo chiarire a tutti i colleghi che l’Art. 82 della legge 121/81 all’ultimo capoverso cita testualmente: << Possono tenersi riunioni durante l’orario di servizio nei limiti di dieci ore annue. I dirigenti della P.di S. , hanno facoltà di fissare modalità di tempo e di luogo per il loro svolgimento >>. Appare superfluo quindi evidenziare che l’ASSEMBLEA/RIUNIONE , in orario di servizio, è un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori, non concesso da un sindacato, ma dalla legge 121/81 , cui tutti , in testa il SIULP, allora hanno contribuito a scrivere.-

Il SIULP di Pisa, precisa altresì, che nelle sedi opportune chiederà la giusta interpretazione di quanto deciso, disposto ed accaduto, significando che attraverso gli strumenti idonei farà valere il rispetto delle regole sempre e comunque, anche in materia di assemblee/riunioni ed aggiornamento professionale.

Pisa 30 settembre 2011                        Il Segretario Generale Provinciale

                                                                           SIULP - PISA

                                                                      ViTO GIANGRECO

Rettifica del Questore di Pisa

Le motivazioni del Questore di Pisa

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