Sulla base di quanto esposto in questa nota ci chiediamo quale sia il vero motivo che porta, dopo quattro giorni, il Questore a convocare di nuovo le OOSS..
Oggetto: ORARI IN DEROGA- SECONDO ATTO.
AL SIG. QUESTORE GROSSETO
ALLA SEGRETERIA REGIONALE SIULP FIRENZE
ALLA SEGRETERIA NAZIONALE SIULP ROMA
Egregio Signor Questore, in data 06.11.2020 la S.V. convocava una riunione per proporre alcuni orari in deroga al fine di contenere l’emergenza sanitaria dovuta al virus denominato Covid 19. Esternato i propri convincimenti e sentite tutte le OOSS, la S.V. decideva di lasciare invariati tutti gli orari della Questura eccezion fatta di quelli della Polizia Scientifica.
Oggi, inaspettatamente, lo scrivente riceveva la telefonata del Sig. Capo Gabinetto che annunciava una nuova riunione (11.11.2020) in deroga alla deroga, con orario proposto 8/20 a seguito del passaggio di colore da giallo ad arancione attribuito alla regione Toscana.
Ebbene, dopo solo 4 giorni si vuole cancellare quanto deciso e convenuto dall’amministrazione e dai sindacati nella precedente riunione, con una nuova riunione che ha l’intento di modificare quanto determinato qualche giorno prima.
Il Siulp aveva espresso delle idee sulla base di un ragionamento supportato da dati oggettivi che in questi pochi giorni non possono essere mutati, come il colore attribuito alla nostra regione ed il parere ed il convincimento dell’amministrazione. Non sono cambiati sensibilmente i contagiati nella nostra provincia, così come i contagiati all’interno della nostra struttura.
Non è cambiato il parere del medico della Polizia di Stato e del Responsabile della Sicurezza dei Luoghi di Lavoro che hanno attestato, più volte, l’idoneità dei locali della Questura, struttura di recente costruzione.
Non sono cambiate le circolari ministeriali che, anche quattro giorni fa, erano già state emanate.
Il SIULP era favorevole a incontrarsi di nuovo qualora i dati fossero sensibilmente cambiati, ma non immaginava che questo sarebbe avvenuto solo dopo pochi giorni.
Questa O.S. ha sentito gli altri segretari provinciali SIULP della regione che hanno riferito che la quasi totalità delle Questure osserva ancora gli stessi orari previsti in passato dall’ANQ; solo in alcuni specifici casi si sono apportate delle modifiche degli orari. Qualcosa cambierà?....lo vedremo!
In ambito provinciale le specialità della Polizia di Stato, al momento, non hanno apportato variazioni agli orari previsti dall’ANQ. “Ma ormai sembra già tutto deciso: orario 8/20 in deroga alla deroga !”
Se davvero fosse così, ci chiediamo se l’emergenza sanitaria valga per tutti i colleghi o solo per alcuni di loro, come nella prima ondata della pandemia; se siamo in uno stato di emergenza tale da dover modificare così drasticamente l’orario di lavoro in modo da creare due distinti gruppi di lavoro che non si dovrebbero mai incrociare, la cosa vale anche per tutti i dirigenti degli uffici e per coloro che rivestono un ruolo gerarchicamente superiore, che dovrebbero prestare la loro opera a giorni alterni e sempre con gli stessi colleghi, senza mai incontrare gli altri del turno opposto.
Ci chiediamo quali orari saranno fissati per i poliziotti che espletano il loro servizio in altre strutture, molto spesso dimenticati in queste contrattazioni e per i quali la salute è prioritaria e fondamentale come coloro che lavorano in Questura.
Sulla base di quanto succintamente esposto in questa nota ci chiediamo quale sia il vero motivo per il quale, dopo quattro giorni, l’amministrazione convoca ancora una volta tutte le OOSS avendo già deciso a priori il nuovo orario di servizio.
Non ritenendo la convocazione regolare questa O.S. non parteciperà alla riunione perché ha già evidenziato il suo parere il 06.11.2020: continuare con gli orari vigenti, con l’obbligo dell’utilizzo delle protezioni e del distanziamento come già indicato dal medico della Polizia di Stato e del Responsabile della Sicurezza dei Luoghi di Lavoro.
L’amministrazione invece di convocare continue riunioni, potrebbe valutare l’opportunità di far ripetere, per i colleghi che ne facciano richiesta, i test sierologici (o altri test medici disponibili), replicando in tal modo gli accertamenti esperiti nella prima ondata della pandemia.
Questa eventualità è già stata posta in essere recentemente da altre Questure della nostra regione, sollecitate sempre, guarda caso, dal SIULP. (si allegano le note delle Questure indicate) L’amministrazione potrebbe dotare i corpi di guardia e la sala operativa di spray, gel disinfettanti e carta per pulire più volte al giorno le postazioni di lavoro, poiché è impensabile che con la sola pulizia mattutina effettuata dalla ditta, si abbia una corretta e duratura disinfestazione delle superfici e dei materiali usati per 24 ore da colleghi diversi.
La S.V. ha sapientemente concesso il congedo Covid a tutti coloro che hanno una salute precaria o hanno familiari con gravi patologie ed ha incentivato il lavoro da casa ove possibile..
Siamo quindi a chiederci se, al netto di tutte le precauzioni sopra indicate, ci siano davvero degli “assembramenti” da contrastare all’interno dei nuovi e vasti locali della Questura di Grosseto.
Inoltre, se l’amministrazione, rispetto a quattro giorni fa, manifesta una percezione fondata di paura del contagio tra gli uomini e le donne della Polizia di Stato che lavorano presso la Questura, perché non chiude gli sportelli al pubblico che portano ogni giorno numerosi utenti all’interno delle nostre mura e che potrebbero essere veicoli di contagio.
All’esterno delle nostre mura è un momento molto difficile nel quale il lavoro ed il relativo stipendio sono per molti poveri cittadini “un miraggio”; anche la situazione inerente ai contagi e al Covid è molto grave, così come lo era quattro giorni fa.
Grosseto, 10 novembre 2020 Il Segretario Provinciale Francesco DRAGONI












