La confusione organizzativa crescente che attanaglia la Questura di Arezzo e palpabile e non è un buon segnale.
AL MINISTERO DELL'INTERNO UFFICIO RELAZIONI SINDACALI ROMA
AL SIGNOR QUESTORE DI AREZZO
e, p.c.
ALLA SEGRETERIA NAZIONALE SIULP ROMA
ALLA SEGRETERIA REGIONALE SIULP FIRENZE
Contestare le scelte della locale Amministrazione è lecito e talora anche giusto. Specialmente quando, queste, irridono i contenuti dell’Accordo Nazionale Quadro e mortificano la categoria. Assistiamo all’ennesima approssimazione organizzativa per far fronte ad una amichevole di “cartello” tra la Sangiovannese e il Modena, una nobile decaduta del calcio italiano che ambisce alla pronta risalita in serie C.
Incontro di calcio prevedibile e programmabile da un punto di vista organizzativo da parte della locale Questura, la quale ha ben pensato di impiegare i colleghi con disposizioni orali la sera prima dell'incontro. Stessa cosa anche per il personale in forza presso il Comm.to di Montevarchi che è stato costretto ad effettuare cambi turno e a rinunciare alla fruizione del proprio riposo settimanale.
La confusione organizzativa crescente che attanaglia la Questura di Arezzo e palpabile e non è un buon segnale.
L’espletamento di qualsiasi servizio di Ordine Pubblico che interessi questa realtà, assume i contorni di una “prova muscolare” con impieghi spropositati e contestuali modifiche alle pianificazioni dei servizi settimanali e giornalieri, ben oltre i dettami delle norme vigenti. Una confusione che non risparmia neanche il ruolo dei Dirigenti e dei Direttivi.
Non ultimo, in occasione dell’amichevole Arezzo - Empoli dove, udite udite, sono state impiegate sei unità di questi ruoli unitamente ad una moltitudine di autisti. Tutto ciò non ha fatto altro che arrecare una serie di problematiche relative alle disposizioni da impartire ed eseguire, conseguenza di una non ottimale funzionalità dell’apparato impiegato in maniera spropositata.
Non c’è dubbio che stravolgendo regole organizzative e prassi operative, i casi si moltiplicano, si corre il rischio da parte del Questore di Arezzo di superare la soglia “invisibile” della responsabilità della nostra Organizzazione Sindacale che condivide totalmente l’escalation di malumori che serpeggia nella categoria.
Abbiamo raggiunto, in questa realtà, il cortocircuito organizzativo e scevri da qualsiasi sbandierata iniziativa, le chiediamo Dott. Failla il tassativo rispetto delle regole di impiego esistenti contemplate dall’Accordo Nazionale Quadro e dalla locale Contrattazione Decentrata. Il SIULP, a tutela della categoria, richiede l’immediata cessazione della perdurante destabilizzazione organizzativa di cui, ci auguriamo, si possa vedere la fine non obbligandoci ad utilizzare mezzi e strumenti di contrasto alla Sua gestione che arrecherebbero perplessità all’immagine dell’Amministrazione.
Arezzo, 09 settembre 2018 SEGRETERIA PROVINCIALE SIULP AREZZO












